domenica 10 dicembre 2017

SECONDA PARTE 3 FILM HORROR REALMENTE ACCADUTI



Cinema Solstizio

SECONDA PARTE
3 FILM HORROR REALMENTE ACCADUTI

Come già detto nella prima parte di questo articolo, la scritta che appare in tanti e forse troppi film horror che recita “Tratto da una storia vera”, ormai usata spesso solo a scopo promozionale, non deve farci voltare lo sguardo dai film realmente tratti da vicende accadute.

Nella prima parte Vi ho raccontato le vicende ai quali si sono ispirati tre dei tanti film della cerchia “Film Horror Realmente Accaduti”; Oggi Vi propongo altre tre storie che hanno ispirato il mondo cinematografico.



ATTENZIONE:
Contenuto non adatto ai più impressionabili!





NIGHTMARE
Vi è mai capitato d’avere un incubo così realistico di svegliarvi di soprassalto e di non riuscire a capire se era un sogno o la realtà?

Una storia di cronaca letta sul Los Angeles Time dal regista Wes Craven ha ispirato il film Nightmare e portato sullo schermo i nostri peggiori incubi, i sogni possono uccidere!

La storia di cronaca raccontava di un ragazzo che improvvisamente fu colpito da una strana “malattia”, il giovane ogni volta che si addormentava aveva degli incubi molto realistici e spaventosi, un giorno raccontò ai suoi genitori di essere perseguitato da una figura oscura, qualcuno che gli dava la caccia nei suoi sogni.
Il ragazzo angosciato, terrorizzato e temendo per la sua vita, riuscì a non chiudere occhio per ben due giorni, ma al terzo ebbe un crollo e si addormentò, ebbe un sonno sereno, con grande gioia dei suoi genitori, ma durante la notte il ragazzo cominciò ad urlare, i genitori corsi nella sua camera lo videro dimenarsi come se stesse lottando contro qualcuno, il ragazzo, come da lui previsto, morì durante un quell’incubo.




Non aprite quella porta
Thomas Hewitt è il personaggio protagonista di questo famosissimo film, ispirato dalla vera storia di Ed Gein serial killer che (analogia) indossava delle maschere ricavate dalle facce dei morti.

Edward (Ed) Gein nasce da una madre luterana e fanatica religiosa che insegna ai propri figli che tranne lei tutte le donne sono prostitute, e insegna loro i passi dell’Antico Testamento soprattutto quelli che parlano di morte, omicidio e punizione divina; il padre era alcoolizzato e violento.

Già da ragazzo Edward manifestava situazioni psichiche poco raccomandabili, basti pensare che una volta ebbe un vero e proprio orgasmo osservando i suoi genitori che macellavano un maiale.
 

Da adulto, una volta morta la madre, riuscì a liberare tutto il suo sadismo, e diventare “il macellaio di Plainfield”, Commise atti di squartamento e necrofilia sulle vittime, usava pezzi dei cadaveri per arredare casa sua, quando lo catturarono trovarono nella sua abitazione vestiti fatti di pelle umana, vari teschi, 10 teste di donna che decoravano la sua camera, labbra umane, maschere fatte con la pelle dei visi, Nasi, orecchie, una colonna vertebrale e tanto altro.





Il silenzio degli innocenti
Questo capolavoro è ispirato da due storie vere, una e quella di Edward (Ed) Gein, di cui abbiamo parlato in “non aprite quella porta”, e l’altra e quella di Ted Bundy, entrambi furono d’ispirazione per il personaggio di Jame Gumb meglio noto come Buffalo Bill l’omicida che usa la pelle umana delle sue vittime come farebbe un sarto per crearsi un “Donna abito”.

Ted Bundy, come il personaggio di Buffalo Bill in “Il silenzio degli innocenti”, adescava la maggior parte delle sue vittime, usando il trucco del braccio ingessato e chiedendo alle sventurate la cortesia d’aiutarlo a caricare in macchina alcuni oggetti.

Nel 1974 tenta il suo primo omicidio, la vittima si chiamava Joni Lenz e aveva 18 anni, la ragazza venne picchiata da Ted e stuprata con una doga del suo letto, la giovane Lenz fu una delle pochissime vittime di Bundy che riuscì a salvarsi, a trovarla sanguinante e in fin di vita furono dei vicini, portata in ospedale riuscì ad uscire dal coma in cui le violenze l’avevano portata.

Nei mesi dopo scomparvero diverse ragazze, a giugno 1974 viene ritrovato il corpo di Brenda Carol Ball e alcuni mesi dopo vengono ritrovate altre ragazze, in quei mesi bui spunta fuori una testimone Janice Graham, che raccontò alla polizia di come fosse stata abbordata da un ragazzo di nome Ted, che avendo un braccio ingessato gli chiese di aiutarlo a caricare una barca sulla macchina, la invitò a salire in auto, perché la barca non si trovava lì, la ragazza sapientemente rifiutò, descrisse alla polizia il ragazzo per l’identikit, ma prima che la polizia riuscì a trovarlo Ted si spostò in altre città, e fece delle nuove vittime.

Dopo vari arresti ed evasioni, il 24 gennaio 1989 Ted Bundy fu giustiziato sulla sedia elettrica, fu ritenuto colpevole di 36 omicidi, anche se lui fino alla fine ne confermo “solo” 26.



AUGURI
di Buon Compleanno!
da Cinema Solstizio a:
Kenneth Branagh




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